Gli “uomini” dei Crash Test sono sempre più reali

Sapete a quando risalgono i primi “Crash Test” automobilistici con tanto di simulazione delle conseguenze pagate dai passeggeri? Addirittura alla fine degli Anni ’30! Peccato che i sistemi per questo tipo di prove fossero poco ortodossi, per non dire, di pessimo gusto. Venivano infatti usati veri e propri essere umani, ovviamente da poco passati a miglior vita! Evitiamo quindi di entrare in ulteriori macabri dettagli ed annunciamo con orgoglio che fortunatamente da molti anni a questa parte la biomeccanica ha sostituito questa pratica che, per quanto all’epoca ebbe il merito di svelare utili informazioni, ci lascia oggi quantomeno perplessi.

Toyota presenta così la quarta generazione di manichini destinata ad impattare nei “Crash Test” delle proprie vetture. Gli anni fortunatamente passano, la ricerca avanza e oggi i dati ricavati dall’uso di questi manichini sono pressoché conformi alle reali conseguenze patite dagli essere umani in caso d’incidente.

Tre le “misure” pronte ad essere impiegate: maschile, “Large” da 189 cm e “Media” da 179 cm ed una femminile, “Small” da 153 cm. Incredibile il livello di fedeltà raggiunto da questi “THUMS” (Total Human Model for Safety). Grazie alla loro conformazione, infatti, è oggi possibile studiare anche le conseguenze interne ad un essere umano.

In virtù della tomografia computerizzata si potranno infatti avere misurazioni sempre più dettagliate anche dei traumi ad ossa e organi, con una quantità d’informazioni fino a 14 volte più vasta e completa di quella ottenibile dalle attuali tecnologie.

Tutto questo a vantaggio nostro e della sicurezza, senza contare che la messa a punto di nuovi e sempre più tecnologici manichini sembra destinata a non fermarsi. Presto debutteranno infatti “ominidi” in formato bimbo ed anziano.