Il futuro dell’auto è nel noleggio?

Il futuro dell’auto è nel noleggio. Il dilemma che porta a porsi la domanda: auto, meglio comprarla o noleggiarla? riguarda sempre più persone. Va bene l’amata 4 ruote di cui prendersi cura e con cui fuggire dal logorio della città ma sempre più persone sono costrette a lasciarla a casa e utilizzarla solo in alcuni casi.

Il noleggio oggi risolve molti problemi di trasporto, ma è chiaro che un servizio di carsharing come Enjoy o Car2Go non possono sicuramente far fronte a tutte le esigenze.

Il noleggio a lungo termine è sempre stata una delle opzioni preferite da molti professionisti. Si raggiunge lo scopo pagando un servizio che pone fine ad oneri accessori, per dirla così, che stressano soprattutto chi non ha tempo. Ora anche le case automobilistiche stanno percependo che le necessità dei clienti stanno cambiando, come pure il concetto di possesso dell’auto. Per questo motivo case come Citroen, solo per fare un esempio, stanno iniziando a proporre dei servizi che siano rivolti, non solo ai professionisti con partita Iva e società, ma a tutti i privati, indirizzati verso il concetto di servizio e non di possesso.

I francesi stanno lanciando su tutti i modelli DS e DS MyDRIVE, una formula per passare dal concetto di possesso, al concetto di utilizzo dell’auto All Inclusive  e per un per un periodo di tempo dai 24 mesi ai 48 mesi, trascorsi i quali l’auto viene semplicemente restituita senza maxirata finale. Basato su un budget controllato, salvo superamento del chilometraggio stipulato e eventuali danni, comprende l’assicurazione RCA con tariffa unica nazionale, e il contratto di servizio Freedrive, che include manutenzione ordinaria e straordinaria, soccorso stradale, veicolo sostitutivo, proseguimento viaggio e pernottamento.Si tratta di una formula solitamente dedicata alle Aziende, ma che viene oggi estesa anche alla clientela privata per DS a prezzi di 299 euro al mese, con un anticipo di 2.900 euro.

Certo non si tratta di una rivoluzione ma sembra una apertura verso nuovi concetti di vivere l’auto. Se l’auto fosse intesa come semplice servizio, con l’azzeramento dei pensieri legati al mezzo, tramite l’inclusione degli oneri in un canone unico, oltre al vantaggio per il cliente (ovviamente a fronte di offerte concorrenziali), il cambiamento riguarderebbe l’intero modello di business del comparto Automotive. Anche la concorrenza sul mercato sarebbe differente, un po’ come accade per le compagnie telefoniche, che oggi offrono gli ultimi modelli di cellulare compresi nel contratto di abbonamento.

Una visione, che coinvolgerebbe probabilmente anche tutto il comparto dell’indotto: dalle assicurazioni, alle officine di revisione, fino alla partnership con le case automobilistiche e altre aziende del settore volto al miglioramento delle offerte di servizi e non più di beni.